Come Aprire un’Associazione Culturale Senza Scopo di Lucro

Nell’intento di fornirvi tutte le informazioni utili su come aprire un’associazione culturale senza scopo di lucro (detta anche no profit), facciamo una doverosa premessa: lo scopo di un’associazione del genere non si limita al culturale (nel senso letterale del termine) ma abbraccia altri scopi che vanno dal sociale al ricreativo, dallo sportivo al volontariato, dall’ambiente alla musica, dal cinema all’arte, ecc.

L’idea di costituirla può nascere spontaneamente da persone fortemente unite dalla stessa passione o impegno sociale e culturale, ma può anche succedere che tutto nasca da una sola persona che, non essendo sufficiente ad aprire l’associazione culturale, dovrà darsi da fare per cercare tra amici e conoscenti i suoi associati ideali, oppure potrà inserire annunci andando a caccia di persone motivate e desiderose di perseguire gli stessi comuni obiettivi.

Il detto “più siamo meglio stiamo” sembra fatto apposta per la natura dell’associazione culturale ricreativa: più associati sarete, più si uniranno le forze, le risorse e le competenze per raggiungere il comune obiettivo.

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Che cos’è l’associazione culturale: differenze con le altre forme associative

Come Aprire un'Associazione Culturale Non a Scopo di Lucro

Prima di spiegarvi, nei dettagli, come aprire un’associazione culturale senza scopo di lucro, scopriamo meglio le differenze tra associazione culturale ed altre forme associative.

Le persone che costituiscono un’associazione culturale ricreativa no profit (senza fini di lucro) hanno in comune un ideale o uno scopo da raggiungere, sviluppare, promuovere e divulgare anche all’esterno.

L’associazione culturale è una forma di aggregazione riconosciuta dalla legge italiana e dalla stessa tutelata sia nella sua costituzione libera sia nell’esercizio delle sue attività.

Essendo no profit, senza scopo di lucro, è considerata alla stregua di un ente privato (seppure in forma di impresa no profit, in termini di gestione) caratterizzato da un’attività di utilità sociale a vantaggio degli associati e di altre persone: in questo, si distingue nettamente (e giuridicamente) sia dalle società (a scopo di lucro) sia dalle cooperative (a scopo mutualistico).

Integrandosi con altre forme associative aventi gli stessi obiettivi sociali e culturali con presenza attiva sul territorio, le associazioni culturali rientrano nel cosiddetto Terzo Settore (ne fanno parte tutti i soggetti no profit la cui attività viene svolta attraverso forme di partecipazione sociale).

Le associazioni culturali ricreative sono considerate enti non commerciali (ai sensi degli art. 143 – 150 del TUIR), se vengono rispettati certi parametri che scoprirete nei prossimi paragrafi.

Come costituire un’associazione culturale non a scopo di lucro

Come Aprire un'Associazione Culturale no profit

Per aprire un’associazione culturale ricreativa, sono necessari almeno 2/3 (meglio 3) soci fondatori.

Tre o più persone unite dallo stesso amore per la cultura, lo sport, l’ambiente o il sociale possono costituire un’associazione culturale non a scopo di lucro in pochi semplici passaggi e con un minimo di spirito organizzativo.

Come aprire un’associazione culturale o, meglio, cosa fare per creare un’associazione culturale e ricreativa no profit?

Il primo passo è intestare all’associazione culturale senza fini di lucro un conto corrente bancario oppure una carta postepay (per ricevere le quote associative o eventuali contributi di sostegno), trovare una sede e una denominazione.

Il passo successivo fondamentale è creare una struttura organizzativa e stabilire regole chiare per mantenere viva l’associazione: per fare tutto questo è necessario redigere un Atto Costitutivo ed uno Statuto interno (a norma con il D. Lgs. 460/97) che rispetti i criteri di democraticità.

Nello Statuto verranno elencati e sottoscritti gli scopi dell’associazione,  l’intento non lucrativo, i requisiti per l’iscrizione e gli organi dell’associazione (Presidente e legale rappresentante, soci, Consiglio Direttivo e Collegio dei Revisori) con i relativi compiti e la durata delle rispettive cariche (nonché modalità di elezione e destituzione).

Se avete difficoltà a redigere questi documenti, sappiate che si trovano online modelli standard da usare personalizzandoli in base alla vostra attività ricreativa.

Duplice copia della documentazione (Statuto e Atto Costitutivo) andranno poi consegnati presso l’Agenzia delle Entrate di competenza per effettuare la registrazione (pagando una quota fissa di 200 euro e un’imposta di bollo di 16 euro per ogni 100 righe, per un costo complessivo di circa 280-300 euro) ed ottenere un codice fiscale. Non è necessario, quindi, ricorrere al notaio.

Entro 60 giorni, dovrete inviare il modello EAS all’Agenzia delle Entrate.

Come Aprire un'Associazione Culturale

Ecco spiegato “come aprire un’associazione culturale senza scopo di lucro” con un investimento massimo di 300 euro, in termini di costituzione e registrazione.

Per l’associazione culturale, non sono richiesti l’investimento di grandi risorse o l’apertura di una Partita IVA: l’associazione gode, oltretutto, di un regime semplificato di contabilità e di forme agevolate per la dichiarazione dei redditi.

Ogni associato si impegna a contribuire direttamente al raggiungimento degli obiettivi sia tramite il proprio operato sia tramite contributi economici.

Di regola, eventuali utili non possono essere re-distribuiti tra i vari associati, ma dovranno essere reinvestiti nelle attività relative all’associazione.

Fin qui, abbiamo spiegato come aprire un’associazione culturale non riconosciuta, la tipologia più diffusa perché meno onerosa, ma esiste anche l’associazione culturale riconosciuta la cui apertura deve seguire un’altra prassi.

Come aprire un’associazione culturale riconosciuta: costi ed aspetto fiscale

Come Aprire un'Associazione Culturale Senza Scopo di Lucro

A differenza di quelle non riconosciute, le associazioni culturali formalmente riconosciute devono necessariamente possedere un contratto redatto da un notaio, da depositare all’Ufficio del Registro.

E’ una tipologia di associazione culturale più onerosa, prevede costi iniziali più rilevanti a fronte del riconoscimento come persona giuridica (spettante agli amministratori) e di un’autonomia patrimoniale separata.

Indipendentemente dall’obiettivo perseguito e dalla tipologia dell’associazione culturale (riconosciuta o non riconosciuta), per legge è obbligatoria la tenuta di un registro di cassa su cui annotare i movimenti in denaro.

Pur essendo no profit, all’associazione è permessa l’attività commerciale soltanto se non prevale sullo scopo principale per cui è stata costituita e non abbia carattere di abitualità.

Il Ministero delle Finanze chiarisce che questa “abitualità può anche sussistere allorquando rare prestazioni annuali siano ripetute nel corso di anni successivi, tenuto conto anche della consistenza economica delle prestazioni stesse”.

Nel caso in cui l’attività commerciale prevalga sull’obiettivo no profit, l’associazione culturale dovrà procedere con l’apertura della Partita IVA e, di conseguenza, con la tenuta dei libri fiscali ed il versamento dei compensi dovuti.

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Come aprire un’associazione culturale: Conclusioni

Come costituire un'Associazione Culturale Senza fini di Lucro

Se siete più che convinti di voler creare un gruppo di persone accomunate dagli stessi interessi sociali, culturali o sportivi, in questa guida vi offriamo tutte le informazioni utili su come aprire un’associazione culturale senza scopo di lucro ovvero ricreativa e no profit.

Una volta che avrete compreso come costituire un’associazione culturale non a scopo di lucro, raccomandiamo a voi ed ai vostri associati di svolgere l’attività all’interno di essa senza mai allontanarvi troppo dagli scopi elencati nello Statuto dell’associazione.

Se l’attività commerciale dovesse diventare prevalente a quella culturale e sociale, dovrete aprire la Partita IVA.

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